Il giorno 11 gennaio 2010, lunedì, si è tenuta una riunione della Conferenza territoriale sociale e sanitaria avente all’ordine del giorno un’informativa sul processo di accreditamento dei servizi sociali. L’incontro presieduto dal Presidente della Provincia Massimo Trespidi, si è tenuto nella sala consiliare della Provincia in via Garibaldi, 50 e ha visto la partecipazione di quasi tutte la amministrazioni comunali e del Direttore dell’Azienda USL.
Dopo una breve introduzione, il Presidente passa la parola ai tecnici per l’esposizione del contenuto della normativa regionale. La relazione, intitolata “la proposta regionale di accreditamento dei servizi sociosanitari” predisposta dal gruppo composto da Luigi Squeri, Giuseppe Magistrali, Gian Luca Battilocchi, Stefania Bianchi, viene esposto come segue.
Giuseppe Magistrali prende avvio dall’affermazione che l’accreditamento definitivo dei servizi sarà, a regime, la modalità di erogazione delle prestazioni sociosanitarie a carico del servizio sanitario pubblico e degli enti locali. Ricorda poi in particolare che le modalità di concreto avvio dell’accreditamento sono del tutto estranee all’ambito di applicazione del codice degli appalti. Quindi è una modalità per stabilire chi sarà l’ente erogatore del servizio, ma la scelta avverrà con criteri affatto diversi da quelli dell’appalto di servizi.
Interessante, e si commenta da sé, la seguente tabella.
OBIETTIVI DEL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO
Perseguire maggiore qualità dei servizi:
• Rispetto standard di qualità
• Assicurare maggiori investimenti in formazione e organizzazione
Migliorare le relazioni tra soggetti gestori e soggetti pubblici committenti:
• Maggiore stabilità dei rapporti
• Più ampia possibilità di interlocuzione tra soggetti pubblici e privati
Altro tema importante è il rapporto tra Accreditamento, programmazione e qualità che si configura tra due soggetti sulla base di due elementi di valutazione. In altre parole, l’accreditamento instaura un rapporto di servizio pubblico tra un soggetto pubblico istituzionalmente preposto all’esercizio della funzione e il soggetto gestore/erogatore e il provvedimento viene adottato sulla base (1)del fabbisogno e delle indicazioni stabilite in sede di programmazione nonché (2) della presenza di determinati requisiti di qualità. Ilo soggetto che viene accreditato deve rispondere quindi a determinati requisiti di qualità ma anche deve fornire i servizi che sono stati previsti nell’attività di programmazione. Quindi dal punto di vista delle priorità cronologiche avremo prima di tutto l’attività programmato pria che individua il fabbisogno di servizi per tipologia e quantità poi la scelta del gestore che può produrre quei determinati servizi a quel livello di qualità nella misura richiesta e, per chiudere, al prezzo definito.
Viene illustrato l’elenco dei servizi per i quali è richiesta la procedura di accreditamento come evidenziato nella tabella seguente.
PRESTAZIONI E SERVIZI SUBORDINATI ALL’ACCREDITAMENTO
• Assistenza domiciliare
• Casa-residenza per anziani non autosufficienti (casa protetta/RSA)
• Centro diurno assistenziale per anziani
• Centro socio-riabilitativo residenziale per disabili
• Centro socio-riabilitativo semiresidenziale per disabili.
Quanto al soggetto competente viene spiegato che deve essere individuato in ogni singolo territorio per l’esercizio delle funzioni di programmazione e committenza. Normalmente è il comune capofila individuato dai comuni del distretto o semplicemente il comune se il suo territorio coincide con quello distrettuale o, infine, una delle forme associative disciplinate da D.Lgs 267/2000 – L.R. 11/2001 e L.R. 10/2008. Il soggetto competente provvede all’accreditamento garantendo criteri di trasparenza e dio non discriminazione e agisce in conformità al proprio statuto e alla propria organizzazione. rilascia l’accreditamento per servizi e strutture aventi sede nel territorio di riferimento distrettuale indipendentemente dal consumo di tali servizi da parte di residenti di altri territori. Se i servizi rispondono ad esigenze sovra distrettuali il soggetto competente tiene conto delle esigenze manifestate anche da altri ambiti distrettuali.
ACCREDITAMENTO TRANSITORIO
Concesso (fino al 31.12.2010) per servizi e strutture che alla data di entrata in vigore del provvedimento relativo al sistema di remunerazione, intrattengono rapporti col SSR e con gli Enti Locali. I contratti esistenti tra Enti Locali e/o AUSL e soggetti gestori accreditati sono adeguati e trasformati (consensualmente) in contratti di servizio.
I requisiti e condizioni sono:
possesso dell’autorizzazione al funzionamento
• coerenza del servizio rispetto al fabbisogno indicato nella programmazione territoriale
• rispetto delle indicazioni e requisiti previsti dalle norme regionali per gli specifici servizi
• garanzia della responsabilità gestionale unitaria al momento della cessazione dell’accreditamento transitorio tramite la definizione di un apposito programma di adeguamento (Al massimo entro il 31.12.2013)
• accettazione delle tariffe standard
• richiesta da parte del soggetto gestore al soggetto istituzionale competente e concessione su base di istruttoria tecnica e di verifica da parte dell’Ufficio di Piano
ACCREDITAMENTO PROVVISORIO
Dal momento in cui entra in vigore il provvedimento relativo al sistema omogeneo di remunerazione (Data ormai prossima) l’accreditamento provvisorio sarà lo strumento (l’unico) per attivare nuovi rapporti necessari per l’erogazione delle prestazioni sociosanitarie. Il soggetto provvisoriamente accreditato ha un tempo per dare concreta prova del rispetto dei requisiti e della capacità gestionale in vista dell’accreditamento definitivo.
Il soggetto istituzionale competente evidenzia il fabbisogno di accreditamento sulla base delle scelte programmatorie e da adeguata informazione ai soggetti interessati. Lo stesso soggetto procede alla selezione tramite gara informale o invito diretto se ci sono le condizioni per un affidamento diretto. (vedi punto 7.3.2 della DGR514/2009)
ACCREDITAMENTO DEFINITIVO
Si applica ai servizi accreditati in via transitoria o provvisoria a condizione che sia garantita la responsabilità gestionale unitaria.
Viene rilasciato dall’ente istituzionale competente in seguito a domanda da parte dei soggetti accreditati transitoriamente e provvisoriamente, in base a verifica della coerenza programmatica da parte dell’organo istituzionale competente. Viene disposta l’applicazione del sistema tariffario predeterminato dalla Regione
ACCREDITAMENTO – PASSAGGI PRINCIPALI
Entro gennaio 2010
• Atti amministrativi di individuazione del soggetto istituzionalmente competente
• Definizione organizzativa della funzione amministrativa per il rilascio dell’accreditamento
• Aggiornamento della programmazione sociosanitaria territoriale per la determinazione del fabbisogno di servizi
Negli interventi che si sono susseguiti i sindaci hanno tutti espresso preoccupazioni per le difficoltà che si possono prevedere ad esempio per finanziare gli investimenti necessari per garantire gli standard abitativi, poi il fatto che ci sarà inevitabilmente un confronto tra realtà a gestione diversa e ciò viene visto come un pericolo per i gestori pubblici. Un altro problema molto sentito è quello della assistenza domiciliare che specialmente per i piccoli comuni difficilmente potrà essere gestita autonomamente e ciò viene visto come una perdita di presenza attiva sul territorio non gradita sia agli amministratori che all’utenza.
Viene precisato dai tecnici che comunque la scelta dell’esternalizzazione è opzionale e che nulla vieta formalmente di mantenere i servizi a gestione diretta purché garantiscano in requisiti prescritti.
Al problema se sarà o meno possibile che le ASP mantengano al loro interno servizi non gestiti direttamente viene data una risposta affermativa anche se non di assoluta certezza. Le ASP dovrebbero poter avere il ruolo di sub committenza. Resta inevitabile il requisito della responsabilità gestionale unitaria.
Nel ringraziare tutti gli amministratori che hanno partecipato dando vita all’interessante dibattito, il presidente Trespidi si è impegnato a proseguire in questo lavoro informativo e formativo con la presenza di funzionari della Regione e ha annunciato una nuova riunione giovedì 14 gennaio alle ore 15,30 sempre in sala consiliare coi gestori e le cooperative per esaminare il problema da un altro punto di vista, quello dei gestori.
lunedì 11 gennaio 2010
giovedì 7 gennaio 2010
Un'importante iniziativa di "Lumen"
LUMEN, associazione per la medicina naturale di Piacenza, organizza venerdì 15 gennaio alle ore 20.30 una conferenza gratuita all’Auditorium Sant’Ilario di Piacenza, con la straordinaria relazione della dr.ssa Anna Villarini, ricercatrice e biologa dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e della naturopata Milena Simeoni, direttrice didattica della Scuola di Naturopatia LUMEN di Piacenza. Aprirà il dibattito il Presidente della Provincia dr. Massimo Trespidi e la dr.ssa Katia Tarasconi, Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Piacenza.L'evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Piacenza e patrocinato dalla Provincia della stessa città, è dedicato alla prevenzione dei tumori, in particolare il cancro al seno.
Ogni anno milioni di persone vengono colpite da forme tumorali che, secondo i medici, sono assolutamente prevedibili e – quindi – evitabili. Circa il 95% dei tumori al seno è causato da fattori ambientali, quali alimentazione e abitudini di vita. Anche alcune sostanze che si formano naturalmente nel metabolismo possono danneggiare il DNA e causare tumori, ma il nostro ambiente interno influenza in modo determinante il destino delle cellule tumorali: se dovranno progredire o abortire. È ormai scientificamente provato che la composizione del nostro sangue, l’ambiente in cui si sviluppano i tumori, può essere modificata dal cibo e dallo stile di vita, quindi possiamo fare molto per ridurre il rischio di ammalarci.
MANGIARE BENE E’ FONDAMENTALE PER LA PREVENZIONE DEI TUMORI
Mangiare bene, secondo i ricercatori, è fondamentale: l’ alimentazione diventerà infatti la medicina del futuro, poiché tutto ciò che ingeriamo si riflette sul nostro stato di salute e può da solo prevenire malattie e curare. Una buona alimentazione, dunque, potrebbe ridurre notevolmente il cancro al seno (fino al 42%), ad esempio con più ortaggi e frutta fresca nella dieta.
Durante le relazioni verrà annunciata la prossima apertura del progetto “RPO1- Diana5”, dedicato alle donne operate al seno, a San Pietro in Cerro (PC) in collaborazione con LUMEN e l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano al quale potranno partecipare le donne delle province di Parma, Piacenza, Lodi e Cremona.
Per informazioni:
LUMEN – Associazione per la Medicina Naturale
Via Polignano, 5/13
29010 San Pietro in Cerro PC
Tel. 0523.838172 – 0523.838707
Fax 0523.838700
martedì 22 dicembre 2009
Consulta dei servizi sociali. Parere sul bilancio di previsione del comune di Piacenza per l'esercizio 2010
Dino Giorgi Pierfranceschi
Coordinatore della Consulta
ESPRESSIONE DEL PARERE
Bilancio di Previsione Esercizio 2010
La Consulta Attività Sociali, Educative, Formative e Sanitarie è chiamata, a norma di Statuto e regolamento ad esprimere il parere sulla proposta di Bilancio di Previsione del Comune di Piacenza per l’esercizio 2010. A tale fine l’Amministrazione ha messo a disposizione la bozza del documento di bilancio annuale e pluriennale e successivamente un documento di sintesi che raccoglie e riassume le previsioni di spesa del settore di interesse della Consulta.
Premesso
Che la documentazione presentata è sufficiente ed idonea a formarsi un’idea degli obiettivi che si propone l’Amministrazione;
che la conoscenza dei dati si è sviluppata in due tempi anche grazie alla presentazione fatta il 10 dicembre da parte della dirigenza comunale e il 17 dall’assessore;
che per esprimere un parere documentato e condiviso con il più alto numero possibile di membri della consulta sarebbe però opportuno che la documentazione venisse messa a disposizione con un più ampio anticipo;
che rimane comunque indispensabile un incontro con l’assessore e con i responsabili burocratici del comune per aiutare a decifrare e quindi a comprendere il bilancio stesso;
Osservato nel merito
che il bilancio, nel suo insieme, rispetto all’esercizio precedente, presenta una contrazione delle entrate per minori trasferimenti da Stato e Regione e che di conseguenza un taglio proporzionato nelle spese è ineludibile;
che i capitoli di spesa riguardanti i servizi di competenza delle funzioni cui la Consulta è preposta sono stati comunque mantenuti nei livelli precedenti come si può comprendere dal documento di sintesi citato;
Preso atto
delle precisazioni date su alcuni capitoli di spesa in cui la diminuzione rilevata, oltre ad un fondo “anticrisi” non più finanziato, dipende dal pensionamento di personale dirigenziale e direttivo con una corrispondente riorganizzazione delle responsabilità tali da non inficiare l’efficienza dell’organizzazione stessa;
tutto ciò premesso esprime
PARERE FAVOREVOLE
Sul bilancio di previsione per l’esercizio 2010 con impegno a farne un monitoraggio periodico.
Piacenza 18 dicembre 2009
Il Coordinatore della Consulta
Dino Giorgi Pierfranceschi
Il Segretario
Renato Dapero
Consulta Immigrazione. Il parere sul bilancio del comune per l'esercizio 2010
Piacenza 15 dicembre 2009
“Schema di Bilancio di Previsione Annuale 2010, Pluriennale 2010-2012, Relazione Previsionale e Programmatica 2010-2012, Programma triennale dei LL.PP 2010-2012 ed Elenco annuale 2010”
La Consulta Immigrazione e Mondialità esprime il proprio parere:
La Consulta Immigrazione e Mondialità dà, complessivamente, un parere positivo pur rimanendo convinti che occorre migliorare le modalità attuate per l’espressione del Parere sul Bilancio, affinché si possa permettere alle consulte di esprimere un parere consapevole e condiviso, dopo un dibattito ampio, teso a definire in un modo partecipato le scelte e le priorità del Bilancio.
A questo fine la Consulta Immigrazione e Mondialità ritiene importante prevedere momenti di consultazione delle Consulte nelle fasi precedenti alla stesura del Bilancio, con gli assessori di riferimento a partire dalla presentazione e dal confronto sul “Consuntivo”.
Inoltre, la Consulta desidera porre l’attenzione sui seguenti punti:
Problematiche scolastiche, educative e formative
Integrazione degli alunni stranieri in tutti gli ordini scolastici: potenziamento del progetto di mediazione culturale nelle scuole e del progetto “L’italiano come lingua 2”.
Adolescenti stranieri: potenziamento di progetti legati alle attività extrascolastiche.
Educazione interculturale: deve svolgersi in maniera programmata, strutturata e continuativa, in quanto acquisisce sempre più un valore significativo in una società multietnica.
Mediazione Interculturale
la mediazione interculturale, ormai presente nei vari servizi del Comune (territorio), necessità di una nuova visione da parte dell’amministrazione locale.
E’ necessario rivedere l’organizzazione del servizio con un’ottica trasversale, mettendo in rete le singole realtà esistenti.
Mondialità come Cooperazione internazionale
Sarebbe necessario stabilire una quota percentuale di ogni Bilancio e avanzo di Bilancio a favore della cooperazione internazionale per sostenere i paesi del sud del mondo. Nella progettazione di attività di cooperazione internazionale è necessario coinvolgere le associazioni di immigrati presenti sul territorio, in quanto garanti della riuscita dei progetti, facilitatori nelle relazioni e portatori di conoscenza dei paesi di origine.
Ci auspichiamo comunque il mantenimento dei servizi fino ad ora erogati e la ricerca di una qualità sempre migliore.
PARERE FAVOREVOLE
La coordinatrice
Edvin Shehu
“Schema di Bilancio di Previsione Annuale 2010, Pluriennale 2010-2012, Relazione Previsionale e Programmatica 2010-2012, Programma triennale dei LL.PP 2010-2012 ed Elenco annuale 2010”
La Consulta Immigrazione e Mondialità esprime il proprio parere:
La Consulta Immigrazione e Mondialità dà, complessivamente, un parere positivo pur rimanendo convinti che occorre migliorare le modalità attuate per l’espressione del Parere sul Bilancio, affinché si possa permettere alle consulte di esprimere un parere consapevole e condiviso, dopo un dibattito ampio, teso a definire in un modo partecipato le scelte e le priorità del Bilancio.
A questo fine la Consulta Immigrazione e Mondialità ritiene importante prevedere momenti di consultazione delle Consulte nelle fasi precedenti alla stesura del Bilancio, con gli assessori di riferimento a partire dalla presentazione e dal confronto sul “Consuntivo”.
Inoltre, la Consulta desidera porre l’attenzione sui seguenti punti:
Problematiche scolastiche, educative e formative
Integrazione degli alunni stranieri in tutti gli ordini scolastici: potenziamento del progetto di mediazione culturale nelle scuole e del progetto “L’italiano come lingua 2”.
Adolescenti stranieri: potenziamento di progetti legati alle attività extrascolastiche.
Educazione interculturale: deve svolgersi in maniera programmata, strutturata e continuativa, in quanto acquisisce sempre più un valore significativo in una società multietnica.
Mediazione Interculturale
la mediazione interculturale, ormai presente nei vari servizi del Comune (territorio), necessità di una nuova visione da parte dell’amministrazione locale.
E’ necessario rivedere l’organizzazione del servizio con un’ottica trasversale, mettendo in rete le singole realtà esistenti.
Mondialità come Cooperazione internazionale
Sarebbe necessario stabilire una quota percentuale di ogni Bilancio e avanzo di Bilancio a favore della cooperazione internazionale per sostenere i paesi del sud del mondo. Nella progettazione di attività di cooperazione internazionale è necessario coinvolgere le associazioni di immigrati presenti sul territorio, in quanto garanti della riuscita dei progetti, facilitatori nelle relazioni e portatori di conoscenza dei paesi di origine.
Ci auspichiamo comunque il mantenimento dei servizi fino ad ora erogati e la ricerca di una qualità sempre migliore.
PARERE FAVOREVOLE
La coordinatrice
Edvin Shehu
mercoledì 16 dicembre 2009
PIACENZA: Il Bilancio di previsione 2010
In occasione della conferenza stampa per gli auguri di Natale, il sindaco Reggi ha dato alcune informazioni sulla manovra economica. La spesa corrente diminuirà di 3 milioni di euro passando da 88 milioni del 2009 a 85 del 2010. Questa contrazione delle spese non penalizzerà il settore sociale. Ora è evidente che si tratta di un bilancio di lacrime e sangue, ma non si dica che non c’è stata penalizzazione per il sociale perché i numeri dicono qualcosa di diverso: dicono che il sociale, verrà penalizzato, in proporzione, meno degli altri capitoli di spesa.rileggi l'articolo di commento alla bozza di bilancio Clik qui!!
Comunicazione interculturale.La tavola rotonda all’auditorium della Fondazione.
Gli assessori Pier Paolo Gallini (Provincia) e Giovanna Palladini (comune) e la dirigente regionale Burgalassi hanno aperto la riunione. (Foto ripresa dal quotidiano Libertà). Gli assessori hanno parlato del significato e dell’importanza della comunicazione interculturale ai fine dell’integrazione e per questo Gallini dichiara che la Provincia sostiene il progetto relativo. C’è poi un richiamo forte da parte della Palladini (Che è anche giornalista) alla necessità di uscire dagli stereotipi e di non presentare il mondo dell’immigrazione come una realtà a sé stante, magmatica e confusa.
La dirigente regionale, funzionaria del Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione sociale ha svolto la relazione illustrativa del “Protocollo regionale sulla comunicazione interculturale. Nella sua relazione ha sostenuto la necessità di una sensibilizzazione sul tema delle testate locali sia televisive che della carta stampata. E ha lanciato l’ipotesi di un protocollo di intesa con le testate allo scopo di collegare i media principali a quelli interculturali. Ha parlato dell’associazione delle testate dei media interculturali e dell’obiettivo che possano autogestirsi anche economicamente grazie alla pubblicità. Ha commentato infine un documento del CORECOM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) riguardante “l’Immagine degli immigrati nei TG locali dell’Emilia Romagna”.
Il CORECOM ha realizzato un monitoraggio sull’immagine e sulla rappresentazione degli immigrati su un campione di emittenti comprendenti RAI3 Emilia Romagna e 21 TV locali per un periodo di due settimane ed è in fase di chiusura la stesura del report relativo, del quale vengono anticipate alcune informazioni.
Le osservazioni principali sono:
• gli immigrati, soggetti della notizia, non parlano quasi mai,
• categoria prevalente è la cronaca,
• i soggetti della notizia sono quasi sempre i giornalisti stessi,
• raramente notizie positive
• tono con cui sono descritti gli immigrati quasi sempre neutrale,
• frequente ricorso a stereotipi nella rappresentazione degli immigrati,
La successiva tavola rotonda è stata coordinata da Gerardo Bombonato, presidente dell’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna che apre ricordando che il compito dei giornalisti è dare voce a chi non ce l’ha e quindi invita tutti a ricordare quanto l’Italia sia stato un paese da cui si è mossa un secolo fa un’immigrazione numericamente rilevante. Allontanare stereotipi e pregiudizi, a questo un sano giornalismo deve tendere.
Alla tavola rotonda hanno preso parte Arianna Alberici (Corecom Emilia Romagna), i giornalisti piacentini Maria Vittoria Gazzola e Marcello Pollastri, Jamal Ouzine (Koinè) e Vesna Mitrasinociv (Centro interculturale del Comune). Jamal, uno dei giornalisti- pubblicisti della redazione multietnica di Koinè, sottolinea,nel suo intervento, quanto sia importante l’attività giornalistica fatta dagli stranieri immigrati e quanto sia importante poterlo fare con continuità proprio per combattere stereotipi e pregiudizi.
Chi volesse leggere e scaricare il PROTOCOLLO D'INTESA Sulla cvomunicazione interculturale deve cliccare sul link http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/news/2009/febbraio/17_comunicazioneinterculturalepp/protocollod'intesa.pdf
La dirigente regionale, funzionaria del Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione sociale ha svolto la relazione illustrativa del “Protocollo regionale sulla comunicazione interculturale. Nella sua relazione ha sostenuto la necessità di una sensibilizzazione sul tema delle testate locali sia televisive che della carta stampata. E ha lanciato l’ipotesi di un protocollo di intesa con le testate allo scopo di collegare i media principali a quelli interculturali. Ha parlato dell’associazione delle testate dei media interculturali e dell’obiettivo che possano autogestirsi anche economicamente grazie alla pubblicità. Ha commentato infine un documento del CORECOM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) riguardante “l’Immagine degli immigrati nei TG locali dell’Emilia Romagna”.
Il CORECOM ha realizzato un monitoraggio sull’immagine e sulla rappresentazione degli immigrati su un campione di emittenti comprendenti RAI3 Emilia Romagna e 21 TV locali per un periodo di due settimane ed è in fase di chiusura la stesura del report relativo, del quale vengono anticipate alcune informazioni.
Le osservazioni principali sono:
• gli immigrati, soggetti della notizia, non parlano quasi mai,
• categoria prevalente è la cronaca,
• i soggetti della notizia sono quasi sempre i giornalisti stessi,
• raramente notizie positive
• tono con cui sono descritti gli immigrati quasi sempre neutrale,
• frequente ricorso a stereotipi nella rappresentazione degli immigrati,
La successiva tavola rotonda è stata coordinata da Gerardo Bombonato, presidente dell’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna che apre ricordando che il compito dei giornalisti è dare voce a chi non ce l’ha e quindi invita tutti a ricordare quanto l’Italia sia stato un paese da cui si è mossa un secolo fa un’immigrazione numericamente rilevante. Allontanare stereotipi e pregiudizi, a questo un sano giornalismo deve tendere.
Alla tavola rotonda hanno preso parte Arianna Alberici (Corecom Emilia Romagna), i giornalisti piacentini Maria Vittoria Gazzola e Marcello Pollastri, Jamal Ouzine (Koinè) e Vesna Mitrasinociv (Centro interculturale del Comune). Jamal, uno dei giornalisti- pubblicisti della redazione multietnica di Koinè, sottolinea,nel suo intervento, quanto sia importante l’attività giornalistica fatta dagli stranieri immigrati e quanto sia importante poterlo fare con continuità proprio per combattere stereotipi e pregiudizi.
Chi volesse leggere e scaricare il PROTOCOLLO D'INTESA Sulla cvomunicazione interculturale deve cliccare sul link http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/news/2009/febbraio/17_comunicazioneinterculturalepp/protocollod'intesa.pdf
venerdì 11 dicembre 2009
Resoconto della riunione delle consulte comunali serv izi sociali e immigrazione
CONSULTA ATTIVITÀ SOCIALI, EDUCATIVE FORMATIVE E SANITARIE
CONSULTA IMMIGRAZIONE E MONDIALITÀ
Resoconto di assemblea delle due consulte convocate per il giorno 10 dicembre 2009 alle ore 21 presso la Casa delle Consulte e della Partecipazione - Via XXIV Maggio 51
All’ordine del giorno erano posti i seguenti punti:
1. Esame della bozza di schema di Bilancio di Previsione Annuale 2010, Pluriennale 2010-2012, Relazione Previsionale e Programmatica 2010-2012, Programma triennale dei LL.PP 2010-2012 ed Elenco annuale 2010 ed espressione del Parere richiesto.
2. Varie ed eventuali
I Coordinatori delle due Consulte nell’invito davano alcune informazioni relative alla prevista presenza dell’assessore G. Palladini e al fatto che la bozza di Bilancio di Previsione Annuale 2010, Pluriennale 2010-2012, Relazione Previsionale e Programmatica 2010-2012, Programma triennale dei LL.PP 2010-2012 ed Elenco annuale 2010 è stato consegnata al coordinatore e è depositata presso l’Ufficio Partecipazione per la necessaria consultazione.
La riunione è iniziata alle 21 come previsto con la presenza delle seguenti associazioni in relazione ad ogni consulta.
SOCIALI: AID, AIP, ALZHEIMER, DON MOLINARI, GR. VOLONTARIATO VINCENZIANO, IL BRUTTO ANATROCCOLO, MOV. AMERICA LATINA, ANOSS, TRIBUNALE DIRITTI DEL MALATO, VIVI CON STILE.
CONSULTA IMMIGRAZIONE E MONDIALITÀ
Resoconto di assemblea delle due consulte convocate per il giorno 10 dicembre 2009 alle ore 21 presso la Casa delle Consulte e della Partecipazione - Via XXIV Maggio 51
All’ordine del giorno erano posti i seguenti punti:
1. Esame della bozza di schema di Bilancio di Previsione Annuale 2010, Pluriennale 2010-2012, Relazione Previsionale e Programmatica 2010-2012, Programma triennale dei LL.PP 2010-2012 ed Elenco annuale 2010 ed espressione del Parere richiesto.
2. Varie ed eventuali
I Coordinatori delle due Consulte nell’invito davano alcune informazioni relative alla prevista presenza dell’assessore G. Palladini e al fatto che la bozza di Bilancio di Previsione Annuale 2010, Pluriennale 2010-2012, Relazione Previsionale e Programmatica 2010-2012, Programma triennale dei LL.PP 2010-2012 ed Elenco annuale 2010 è stato consegnata al coordinatore e è depositata presso l’Ufficio Partecipazione per la necessaria consultazione.
La riunione è iniziata alle 21 come previsto con la presenza delle seguenti associazioni in relazione ad ogni consulta.
IMMIGRAZIONE: ALZHEIMER, KOINÈ, MLAL ANOSS
Sono presenti i dirigenti comunali Renza Malchiodi e Luigi Squeri.
Essi informano i presenti che l’assessore Palladini non può essere presente perché influenzata. Propongono di procedere ad una illustrazione e discussione di carattere generale sul bilancio.
Prima di tutto prende la parola Miglioli il quale fa presente la difficoltà in cui ci si è trovati per il fatto che il documento di bilancio, corposo e complesso, è stato consegnato con pochi giorni di margine e che il documento illustrativo della spesa, più pratico e utile per farsi un’idea concreta delle strategie che il comune intende mettere in campo, è stato visto addirittura nel pomeriggio, quindi senza alcuna possibilità di approfondimento.
La responsabile comunale R. Malchiodi riconosce il problema e precisa che i tempi stretti del complesso iter del bilancio hanno consigliato di promuovere una riunione che potesse portare in tempi brevi all’espressione del parere.
Anche Luigi Squeri si associa e aggiunge che il documento analitico consegnata alla fine è chiaro e comprende tutto quindi consente di farsi un’idea concreta e operativa delle scelte.
Prende la parola il Coordinatore Giorgi ricordando che nelle precedenti occasioni era strato dato un tempo più lungo per visionare la proposta di bilancio. Conclude dicendo che la sua precisazione più che per colpevolizzare serve a difendersi. Cioè è difficile che entro il 16 che sembra la data fissata per il parere si possa esprimere un’opinione consapevole.
Luigi Squeri svolge una relazione su alcuni temi rilevanti. Innanzitutto ricorda che nel 2009 erano previsti degli interventi anticrisi per disoccupati e cassintegrati che erano circoscritti a quell’esercizio finanziario e che quindi non ci saranno più. Secondo rilievo importante: viene spiegato che il Fondo nazionale è in continua diminuzione: partito da un miliardo di euro è stato diminuito prima per la social card e altri interventi fin che per il 2010 sarà praticamente dimezzato. Nel bilancio quindi bisogna tener conto della diminuzione che dallo Stato, attraverso la regione, arriva al comune. Il Fondo per la non autosufficienza passa quasi interamente attraverso l’Azienda USL e solo in parte arriva al comune. C’è stato negli anni passati un incremento che ha consentito nel 2009 un buon sostegno dell’Assistenza Domiciliare e del servizio di centro diurno con la creazione anche di alcuni posti residenziali di sollievo. Col 2009 la tendenza a crescere del fondo si è arrestata e nel 2010 c’è la stessa cifra. L’aumento del costo delle prestazioni va sul fondo e quindi nel 2010 si farà un consolidamento.
Parla poi dell’Accreditamento degli enti gestori e dei servizi che la regione ha avviato concretamente solo ora e che porterà alla determinazione da parte della regione stessa dei costi per i quali si profila un aumento. Il comune quindi dovrà trovare risorse per la parte di impegno a sostegno dei meno abbienti che avranno bisogno dei servizi.
La dott.ssa Malchiodi ricorda che c’è stato un ridimensionamento delle entrate complessive di 3 milioni e informa che tuttavia in parte tale diminuzione è stata contenuta con l’attivazione di determinati canali che hanno consentito il ricupero di un milione.
A questo punto il dott. Squeri sposta l’attenzione sugli argomenti che possono essere di maggior interesse per la consulta immigrazione.
Prima di tutto il 2010 dovrebbe essere l’anno del superamento del centro di Torrione Fodesta, problematico per le condizioni dello stabile. Si prevede di chiuderlo prima dell’inverno e realizzare un centro più ridotto ma migliore alle Mose.
Ricorda poi che sono previsti 12 alloggi di edilizia residenziale pubblica e 11 alloggi sociali per diverse esigenze. Ricorda poi un altro problema che è quello dell’accoglienza notturna e del dormitorio della stazione. Manca un’accoglienza notturna femminile.
Si registrano alcuni interventi.
Miglioli commenta il documento analitico messo a disposizione e ne riconosce l’importanza, perché alle associazioni serve conoscere nel dettaglio i numeri degli assistiti nei vari servizi e altre informazioni particolari che consentono di orientare la propria azione di volontariato o altro.
Dapero afferma l’importanza anche di essere aiutati a capire la ripartizione degli impegni per grandi numeri, perché l’informazione di sintesi consente di meglio comprendere l’intenzione politica dell’amministrazione e quindi consente di dare una valutazione approfondita e più consapevole.
La riunione si chiude con la decisione di riconvocarsi il giorno 17 alle ore 17 per assicurare la presenza dell’assessore Palladini.
giovedì 10 dicembre 2009
Comune di Piacenza - Analisi della bozza di bilancio di previsione per il 2010
Per la prima volta mi capita di avere qualche giorno per esaminare un bilancio di previsione di un comune importante come PIACENZA.
Benché abbia già esperienza in atti amministrativi di questo genere sono rimasto spaesato di fronte a tanta ampiezza di dati e a tanto formalismo comprensibile solo agli addetti ai lavori. Non è solo questione di linguaggio: i numeri sono simboli universali e le operazioni sono solo quelle fondamentali dell’aritmetica quindi non dovrebbe esserci nessuna difficoltà. Invece non è così. Il bilancio continua ad essere un documento difficile in cui la verità, sia pur involontariamente, è sostanzialmente criptata. Del resto la stessa definizione di bilancio di previsione non la si può esprimere se non attraverso un’ampia proposizione che parla di rappresentazione dell’andamento finanziario previsto in entrata e in uscita con la finalità di rappresentare gli effetti contabili delle scelte e, questo sarebbe il bello, di manifestare la coerenza con il programma politico dell’amministrazione. Dunque il bilancio è chiamato ad assolvere contemporaneamente funzioni di tipo amministrativo, economico-finanziario, politico e informativo oltre ad avere una funzione autorizzativa. Per fare questo i numeri devono rappresentare con chiarezza e in modo specifico l’impegno finanziario e la sua sostenibilità in generale e per ogni specifica funzione.
Che di risorse ce ne siano meno di quanto si vorrebbe non è cosa nuova, mentre la domanda di servizi dei cittadini la si potrebbe interpretare ed espandere all'infinito, è ovvio.
Allora che cosa si deve fare con il bilancio?
Si deve togliere da una parte e dare all’altra e bisogna farlo capire oltre che farlo bene. Il bilancio deve rappresentare la capacità dell’Amministrazione di fare il bene comune proprio con questa operazione di tagliare e ridistribuire. Tutto questo oltre che coi numeri lo si deve rappresentare con le relazioni descrittive e questo viene fatto ma non è ancora sufficientemente chiaro il senso del trend e la sintesi. Ogni singola relazione dovrebbe descrivere meglio l’andamento nel tempo dei capitoli a cui è riferita, dovrebbe premettere l’obiettivo in termini di risultati per quantità qualità e tempo e descrivere i risultati integrali o parziali già conseguiti. Solo così si potrebbe capire esattamente cosa l’amministrazione sta facendo in un determinato settore. Ma non basta; ci vuole anche una relazione che mostra il risultato o l’obiettivo dell’amministrazione nel suo complesso per rendere possibile un giudizio di sintesi sull’insieme dell’operato ad evitare qualsiasi forma di egoistica interpretazione dei risultati o delle proposte. Per la lettura delle relazione rimando agli atti ufficiali del comune.
Benché abbia già esperienza in atti amministrativi di questo genere sono rimasto spaesato di fronte a tanta ampiezza di dati e a tanto formalismo comprensibile solo agli addetti ai lavori. Non è solo questione di linguaggio: i numeri sono simboli universali e le operazioni sono solo quelle fondamentali dell’aritmetica quindi non dovrebbe esserci nessuna difficoltà. Invece non è così. Il bilancio continua ad essere un documento difficile in cui la verità, sia pur involontariamente, è sostanzialmente criptata. Del resto la stessa definizione di bilancio di previsione non la si può esprimere se non attraverso un’ampia proposizione che parla di rappresentazione dell’andamento finanziario previsto in entrata e in uscita con la finalità di rappresentare gli effetti contabili delle scelte e, questo sarebbe il bello, di manifestare la coerenza con il programma politico dell’amministrazione. Dunque il bilancio è chiamato ad assolvere contemporaneamente funzioni di tipo amministrativo, economico-finanziario, politico e informativo oltre ad avere una funzione autorizzativa. Per fare questo i numeri devono rappresentare con chiarezza e in modo specifico l’impegno finanziario e la sua sostenibilità in generale e per ogni specifica funzione.
Che di risorse ce ne siano meno di quanto si vorrebbe non è cosa nuova, mentre la domanda di servizi dei cittadini la si potrebbe interpretare ed espandere all'infinito, è ovvio.
Allora che cosa si deve fare con il bilancio?
Si deve togliere da una parte e dare all’altra e bisogna farlo capire oltre che farlo bene. Il bilancio deve rappresentare la capacità dell’Amministrazione di fare il bene comune proprio con questa operazione di tagliare e ridistribuire. Tutto questo oltre che coi numeri lo si deve rappresentare con le relazioni descrittive e questo viene fatto ma non è ancora sufficientemente chiaro il senso del trend e la sintesi. Ogni singola relazione dovrebbe descrivere meglio l’andamento nel tempo dei capitoli a cui è riferita, dovrebbe premettere l’obiettivo in termini di risultati per quantità qualità e tempo e descrivere i risultati integrali o parziali già conseguiti. Solo così si potrebbe capire esattamente cosa l’amministrazione sta facendo in un determinato settore. Ma non basta; ci vuole anche una relazione che mostra il risultato o l’obiettivo dell’amministrazione nel suo complesso per rendere possibile un giudizio di sintesi sull’insieme dell’operato ad evitare qualsiasi forma di egoistica interpretazione dei risultati o delle proposte. Per la lettura delle relazione rimando agli atti ufficiali del comune.
La tabella 1 riportata successivamente riguarda tutte le spese correnti.
Oltre al capitolo e alla denominazione vengono riportate, nell’ordine, le previsioni definitive dell’esercizio in corso, le variazioni in aumento e in diminuzione, le somme risultanti (ovvero la previsione per l’esercizio 2010). Questi sono i dati messi a disposizione dal comune. Seguono tre colonne di elaborazione in cui nella prima si indica di ogni capitolo l’incidenza % sul totale, nella seconda analoga valutazione relativa alle previsioni definitive dell’anno in corso e nella terza la differenza tra le due. Con questa elaborazione si intende porre in evidenza il peso attribuito a ciascuna voce nella previsione del 2010 e nella realtà dell’anno che si sta chiudendo. La differenza delle due percentuali riportata nell’ultima colonna mostra il significato tendenziale delle scelte strategiche dell’ente. Al di la dei valori assoluti che dipendono anche dal totale delle risorse disponibili è interessante notare che ogni volta che la percentuale indicata nell’ultima colonna è positiva siamo di fronte a un argomento sul quale l’Amministrazione promette di spendere proporzionalmente di più di quanto abbia fatto nell’anno che sta per concludersi, mentre dove è negativo siamo di fronte alla situazione opposta. Su quel settore si spenderà meno.
Per leggere meglio clik sulla tabella!!
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Cosa si può rilevare: anzitutto che la spesa corrente passa da un totale di 86 milioni e 503 mila euro a 85 milioni e 315 euro con un decremento dell’ 1,37%.
Si osserva poi che la spesa per la Polizia Municipale riceve un cospicuo aumento del 5% pari a oltre 355 mila euro. Niente da dire se non fosse che invece le spese sociali perdono ben 113 mila euro contraendosi dello 0,46. Guardando i documenti si scopre che anche lo scorso bilancio ha previsto analogo aumento della spesa per la Polizia locale quindi c’è una tendenza a crescere in questa attività molto evidente. Se guardiamo i dati alla luce dell’ultima colonna si nota, sempre rispetto a questi due argomenti, che c’è per entrambi un incremento di mezzo punto per la Polizia locale e di un quarto di punto per le spese sociali.
Sembrerebbe potersi concludere che, pur in un contesto di contrazione delle risorse viene ancora privilegiata la sicurezza e la spesa per i servizi sociali perché migliorano la loro incidenza sul totale della spesa. Si deve infine aggiungere un rilievo positivo per il leggero incremento dell’incidenza sul totle delle sèese per l’istruzione e cultura.
La seconda tabella contiene i dati di spesa dei servizi sociali e alcuni elementi di valutazione.
Clik sulla tabella per ingrandirla
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All'interno delle voci, per quanto riguarda la loro incidenza sul totale, si osserva che le spese per l' infanzia sono sostanzialmente invariate, e così quelle relative ai servizi cimiteriali.
Aumenta di due punti e mezzo l'incidenza delle spese per i servizi di prevenzione e riabilitazione e di quasi un punto quella per i ricoveri. A fronte di ciò, però, c'è una contrazione di oltre tre punti nell'incidenza sul totale dell'assistenza e servizi alla persona che subiscono un taglio in valore assoluto di 832 mila euro. Questo sembra un punto che necessita chiarimenti.
C’è una terza tabella relativa alle spese di investimento
Clik sulla tabella
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domenica 29 novembre 2009
Parliamo di associazionismo
Nei principi generali della legge 328/2000 “"Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" si enuncia, al comma 4 dell’art. 1,il principio che “ Gli enti locali, le regioni e lo Stato, nell'ambito delle rispettive competenze, riconoscono e agevolano il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato, degli enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore nella programmazione, nella organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. I successivi due commi confermano e rafforzano il concetto.
È chiaro che questa legge importante, da cui dipende gran parte dell’evoluzione in atto del sistema di welfare, ha posto un grande rilievo sull’associazionismo affermandone l’obbligo di riconoscimento da parte degli enti pubblici. Ma come sempre non basta affermare i principi che, in mancanza di altre azioni, possono rimanere lettera morta.
Con tutti i problemi che hanno di fronte è chiaro che gli enti pubblici non è probabile che si impegnino particolarmente a valorizzare chi – spiace dirlo – spesso non riesce da solo a creare un elemento di attenzione intorno a sé. Si, la legge dice che le associazioni devono essere valorizzate ma come può avvenire un tale fenomeno se manca un soggetto di collegamento tra gli enti? Come si può valorizzare chi non è organizzato? A questo punto molti potrebbero insorgere facendo notare che questa o quest’altra associazione sono ben organizzate, ma non sarebbe difficile dimostrare immediatamente che semmai si tratta di organizzazione interna, egocentrica e autoreferenziale.
Le poche esperienze che mi è capitato di fare con le associazioni locali mi hanno dimostrato che la spinta più forte non è certo l’apertura a nuove forme di visibilità collettiva, ma semmai di propaganda dell’immagine per conseguire vantaggi per il proprio particolare. È umano e non mi sento di infierire, ma è indispensabile prendere in considerazione nuovi metodi e nuove strade.
Rivolgendomi a tutte le associazioni e in particolare a quelle che operano nel territorio piacentino ritengo utile proporre una riflessione sull’opportunità di impegnarsi per la costituzione di un forum del terzo settore provinciale. La proposta può essere utilmente estesa a tutte le province in cui non si è ancora fatta una tale iniziativa. A tale proposito è utile considerare che solo dove le associazioni si sono date un’organizzazione aggregativa sono state ascoltate ad esempio nella predisposizione dei Piani di Zona. Si veda in merito la ricerca sulla partecipazione locale curata dall’IRESS e riguardante in particolare “Il rapporto tra gli Enti Locali e Terzo settore: modelli di governance e programmazione territoriale” sui Piani di Zona in Emilia Romagna.
È possibile scaricare la ricerca al link http://www.terzosettoreemiliaromagna.it/AreaDati/download/118ModelliGovernance.pdf
È chiaro che questa legge importante, da cui dipende gran parte dell’evoluzione in atto del sistema di welfare, ha posto un grande rilievo sull’associazionismo affermandone l’obbligo di riconoscimento da parte degli enti pubblici. Ma come sempre non basta affermare i principi che, in mancanza di altre azioni, possono rimanere lettera morta.
Con tutti i problemi che hanno di fronte è chiaro che gli enti pubblici non è probabile che si impegnino particolarmente a valorizzare chi – spiace dirlo – spesso non riesce da solo a creare un elemento di attenzione intorno a sé. Si, la legge dice che le associazioni devono essere valorizzate ma come può avvenire un tale fenomeno se manca un soggetto di collegamento tra gli enti? Come si può valorizzare chi non è organizzato? A questo punto molti potrebbero insorgere facendo notare che questa o quest’altra associazione sono ben organizzate, ma non sarebbe difficile dimostrare immediatamente che semmai si tratta di organizzazione interna, egocentrica e autoreferenziale.
Le poche esperienze che mi è capitato di fare con le associazioni locali mi hanno dimostrato che la spinta più forte non è certo l’apertura a nuove forme di visibilità collettiva, ma semmai di propaganda dell’immagine per conseguire vantaggi per il proprio particolare. È umano e non mi sento di infierire, ma è indispensabile prendere in considerazione nuovi metodi e nuove strade.
Rivolgendomi a tutte le associazioni e in particolare a quelle che operano nel territorio piacentino ritengo utile proporre una riflessione sull’opportunità di impegnarsi per la costituzione di un forum del terzo settore provinciale. La proposta può essere utilmente estesa a tutte le province in cui non si è ancora fatta una tale iniziativa. A tale proposito è utile considerare che solo dove le associazioni si sono date un’organizzazione aggregativa sono state ascoltate ad esempio nella predisposizione dei Piani di Zona. Si veda in merito la ricerca sulla partecipazione locale curata dall’IRESS e riguardante in particolare “Il rapporto tra gli Enti Locali e Terzo settore: modelli di governance e programmazione territoriale” sui Piani di Zona in Emilia Romagna.
È possibile scaricare la ricerca al link http://www.terzosettoreemiliaromagna.it/AreaDati/download/118ModelliGovernance.pdf
lunedì 9 novembre 2009
Corso di alta formazione - Graduatoria
Si comunica che è stata pubblicata la graduatoria dei richiedenti il vuocher per i coprsi di alta formazione.
Il corso proposta in seguito alla collaborazione di ENDO FASP Don Orione e ANOSS sul "Middle management" dei servizi alla persona ha avuto un buon successo di pubblico infatti hanno fatto richiesta di partecipare una ventina di persone, ma la maggior parte di queste, benchè siano state ammesse, non sono risultate in una posizione di graduatoria sufficientemente alta per poter entrare tra quelle finanziate.
per la verità il regolamento di queste graduatorie è alquanto complesso e rischia di essere dispersivo, infatti da una parte si considerano i corsi che possono essere a mmessi o meno presi singolarmente . e dall'altra si considerano i possibili utenti ai corsi che vengono presi in considerazione singolarmente e inclusi in un'unica graduatoria regionale indistinta tra corso e corso.
In tal modo si è verificato che le domande ammesse e finanziate appartengono ai corsi più disparati e ognuno di essi ha poche o pochiossime domande fionanziate. così moltissimi utenti che si trovano in èposizione alta della graduatoria non potranno frequentare il corso a cui erano interessati perchè non ha un'utenza sufficiente.
A questa graduatoria faranno seguito molte decisioni di rinuncia che farà slittare in avanti alcune posizioni, quindi invitiamo i richiedenti il corso sul Middle Management a NON RINUNCIARE!!!
Il corso proposta in seguito alla collaborazione di ENDO FASP Don Orione e ANOSS sul "Middle management" dei servizi alla persona ha avuto un buon successo di pubblico infatti hanno fatto richiesta di partecipare una ventina di persone, ma la maggior parte di queste, benchè siano state ammesse, non sono risultate in una posizione di graduatoria sufficientemente alta per poter entrare tra quelle finanziate.
per la verità il regolamento di queste graduatorie è alquanto complesso e rischia di essere dispersivo, infatti da una parte si considerano i corsi che possono essere a mmessi o meno presi singolarmente . e dall'altra si considerano i possibili utenti ai corsi che vengono presi in considerazione singolarmente e inclusi in un'unica graduatoria regionale indistinta tra corso e corso.
In tal modo si è verificato che le domande ammesse e finanziate appartengono ai corsi più disparati e ognuno di essi ha poche o pochiossime domande fionanziate. così moltissimi utenti che si trovano in èposizione alta della graduatoria non potranno frequentare il corso a cui erano interessati perchè non ha un'utenza sufficiente.
A questa graduatoria faranno seguito molte decisioni di rinuncia che farà slittare in avanti alcune posizioni, quindi invitiamo i richiedenti il corso sul Middle Management a NON RINUNCIARE!!!
domenica 8 novembre 2009
Un corso proposto da Don Orione
Di seguito riportiamo il volantino di un corso proposto dall'ente di formazione ENDO FAP- DON ORIONE di Borgonovo.
La terapia della Bambola
ARGOMENTI
La terapia della bambola
Le bambole terapeutiche ( caratteristiche, modalità di utilizzo)
La terapia della bambola con persone affette da demenza
Le priorità terapeutiche
La valutazione del caso
I processi di inserimento terapeutico
Definizione degli obiettivi primari e secondari
La terapia della bambola e i disturbi del comportamento
Studio e progettazione dell’ intervento terapeutico
Le metodologie di valutazione
Analisi conclusiva del caso clinico
Il percorso formativo è stato modulato bilanciando momenti teorici con situazioni esperienziali rinforzate da simulazioni operative.
Il percorso formativo si propone diversi obiettivi:
· Ottimizzare le sinergie tra i diversi interventi terapeutici
· Gestione delle problematiche comportamentali con la bambola terapia
· Favorire attraverso l’utilizzo della terapia della bambola gli interventi assistenziali e terapeutici
· Migliorare l’efficacia degli interventi sull’utenza
DESCRIZIONE AZIONI PREVISTE
· Lezione frontale e simulazioni operative
· Analisi di casi pratici
· Uso di strumenti video
DESTINATARI
Educatori, operatori socio assistenziali, infermieri, fisioterapisti , e tutti i professionisti che si occupano di relazione d’aiuto
Tempi: Una giornata formativa (8ore)
DATA: 20 novembre 2009
COSTI: 100 euro omnicomprensivi con emissione di regolare fattura
DOCENTE: Dott. Ivo Cilesi, Musicoterapeuta
PER INFORMAZIONI: Tel. 0523/862527 Fax: 0523/863420
Per uteriori i9nformazioni sull'attività formativa dell'ente clicca sul logo ENDO FAP-DON ORIONE sulla colonna a fianco
_______________________________________________________
Sede legale via Sarmato, 14 29011 BORGONOVO V.T. (Piacenza) - Tel. 0523/862527- Fax 0523/863420 –
Unità Locale via Mandelli, 2 - 29121 Piacenza Tel.0523/347511 Fax. 0523/347533
Cod.Fisc. 80004440337 - P. IVA 01125010338
E-mail : info@donorioneweb.com
La terapia della Bambola
ARGOMENTI
La terapia della bambola
Le bambole terapeutiche ( caratteristiche, modalità di utilizzo)
La terapia della bambola con persone affette da demenza
Le priorità terapeutiche
La valutazione del caso
I processi di inserimento terapeutico
Definizione degli obiettivi primari e secondari
La terapia della bambola e i disturbi del comportamento
Studio e progettazione dell’ intervento terapeutico
Le metodologie di valutazione
Analisi conclusiva del caso clinico
Il percorso formativo è stato modulato bilanciando momenti teorici con situazioni esperienziali rinforzate da simulazioni operative.
Il percorso formativo si propone diversi obiettivi:
· Ottimizzare le sinergie tra i diversi interventi terapeutici
· Gestione delle problematiche comportamentali con la bambola terapia
· Favorire attraverso l’utilizzo della terapia della bambola gli interventi assistenziali e terapeutici
· Migliorare l’efficacia degli interventi sull’utenza
DESCRIZIONE AZIONI PREVISTE
· Lezione frontale e simulazioni operative
· Analisi di casi pratici
· Uso di strumenti video
DESTINATARI
Educatori, operatori socio assistenziali, infermieri, fisioterapisti , e tutti i professionisti che si occupano di relazione d’aiuto
Tempi: Una giornata formativa (8ore)
DATA: 20 novembre 2009
COSTI: 100 euro omnicomprensivi con emissione di regolare fattura
DOCENTE: Dott. Ivo Cilesi, Musicoterapeuta
PER INFORMAZIONI: Tel. 0523/862527 Fax: 0523/863420
Per uteriori i9nformazioni sull'attività formativa dell'ente clicca sul logo ENDO FAP-DON ORIONE sulla colonna a fianco
_______________________________________________________
Sede legale via Sarmato, 14 29011 BORGONOVO V.T. (Piacenza) - Tel. 0523/862527- Fax 0523/863420 –
Unità Locale via Mandelli, 2 - 29121 Piacenza Tel.0523/347511 Fax. 0523/347533
Cod.Fisc. 80004440337 - P. IVA 01125010338
E-mail : info@donorioneweb.com
martedì 13 ottobre 2009
Consulta dei servizi sociali. Verbale della riunione del 1° ottobre
CONSULTA DEI SERVIZI SOCIALI. Riunione del 1° Ottobre 2009.
Associazioni presenti: Associazioni presenti: 23 (ABC, ACAT, AID, AIP, ALZHEIMER, ANMIL, ANOSS,APERTA-MENTE, AQUILONE, AUSER, CIF, DIABETICI, DON FRANCO MOLINARI, GIUOCO BIMBI, GLI STAGIONATI, GRUPPO VOLONTARIATO VINCENZIANO, PRISCILLA, TUTELA MALATI DI MENTE, VIGILI DEL FUOCO, VIVI CON STILE, TRIBUNALE DIRITTI DEL MALATO, TURRIS USD, ANTEAS)
Alla riunione era prevista la partecipazione dell'Assessore Giovanna Palladini e l'ODG prevedeva la presentazione del progetto "Anziano Sicuro"
Alle ore 17, alla presenza dell'Assessore, la riunione inizia con l'illustrazione del progetta da parte del Coordinatore della Consulta dott. Dino Giorgi Pierfranceschi.
Al termine dell'illustrazione prende la parola l'assessore Giovanna Palladini. Afferma che il Comune è interessato al progetto in quanto sta molto a cuore il problema della sicurezza a tutti i livelli. Riconosce l'importanza della sicurezza percepita sia nei momenti di bisogno di servizi sia nella vita quotidiana.
Dando una scorsa al progetto pone particolarmente in risalto i temi che riguardano la non autosufficienza in quanto in conseguenza del nuovo trend demografico si ha un gran numero di Grandi Anziani i cui figli, naturali responsabili della loro cura, sono a loro volta anziani. Afferma che sarà necessario promuovere più servizi destinati a questa voce anche perché le grandi difficoltà si hanno quando, alla fine, le famiglie si scoprono impreparate a fronteggiare il problema dell'accudimento di un familiare non autosufficiente.
In un momento difficile bisogna decidere in fretta e con soluzioni innovative. C'è un bisogno di trasmettere informazione a cui rispondono le istituzioni e in parte anche altri enti quali il sindacato, non sarebbe male che anche le associazioni assumessero un ruolo in questo senso. La proposta della Palladini è in sintesi quella che i volontari e comunque i membri delle associazioni diventino dei "divulgatori". Non che debbano fare una attività speciale, ma semplicemente, nella loro quotidianità, siano divulgatori di informazioni circa i servizi e la loro accessibilità.
All'uopo vede la necessità di un incontro coi tecnici del comune che possono dare i punti di orientamento. Ricorda in proposito che esiste un opuscolo con tutti i dati che può costituire un supporto utile per un'informazione corretta.
Vengono fatti diversi interventi da parte dei presenti. Bisognerebbe coinvolgere i medici di base nell'attività di divulgazione (ANOSS); a volte nell'attività di aiuto alle persone c'è la necessità di una vera e propria presa in carico della persona richiedente (AUSER); a volte più che conoscere le cose è necessaria una persona a fianco (Coordinatore)
L'assessore Giovanna Palladini richiama l'attenzione sul fatto che non si devono confondere in ogni caso i ruoli e che la presa in carico spetta alle istituzioni. Ma il comune fa quello che può.
Si è parlato anche della necessità di formazione e l'assessore ha approvato l'idea che si aprano opportuni canali formativi per gli obiettivi di cui si è detto e in rapporto alla missione propria di ogni associazione. L’Assessore ha inoltre sottolineato che i tempi di realizzazione di questa iniziativa non saranno brevi.
L'informazione deve essere coerente e corretta, quindi è indispensabile una attività preparatoria per evitare comunicazioni monche o peggio contraddittorie.
La conclusione, in sostanza della riunione, è che le associazioni possono assumere un ruolo attivo facendo attività di divulgazione e che a questo fine si prevede di organizzare un momento di incontro per portare idee e stabilire un metodo.
Associazioni presenti: Associazioni presenti: 23 (ABC, ACAT, AID, AIP, ALZHEIMER, ANMIL, ANOSS,APERTA-MENTE, AQUILONE, AUSER, CIF, DIABETICI, DON FRANCO MOLINARI, GIUOCO BIMBI, GLI STAGIONATI, GRUPPO VOLONTARIATO VINCENZIANO, PRISCILLA, TUTELA MALATI DI MENTE, VIGILI DEL FUOCO, VIVI CON STILE, TRIBUNALE DIRITTI DEL MALATO, TURRIS USD, ANTEAS)
Alla riunione era prevista la partecipazione dell'Assessore Giovanna Palladini e l'ODG prevedeva la presentazione del progetto "Anziano Sicuro"
Alle ore 17, alla presenza dell'Assessore, la riunione inizia con l'illustrazione del progetta da parte del Coordinatore della Consulta dott. Dino Giorgi Pierfranceschi.
Al termine dell'illustrazione prende la parola l'assessore Giovanna Palladini. Afferma che il Comune è interessato al progetto in quanto sta molto a cuore il problema della sicurezza a tutti i livelli. Riconosce l'importanza della sicurezza percepita sia nei momenti di bisogno di servizi sia nella vita quotidiana.
Dando una scorsa al progetto pone particolarmente in risalto i temi che riguardano la non autosufficienza in quanto in conseguenza del nuovo trend demografico si ha un gran numero di Grandi Anziani i cui figli, naturali responsabili della loro cura, sono a loro volta anziani. Afferma che sarà necessario promuovere più servizi destinati a questa voce anche perché le grandi difficoltà si hanno quando, alla fine, le famiglie si scoprono impreparate a fronteggiare il problema dell'accudimento di un familiare non autosufficiente.
In un momento difficile bisogna decidere in fretta e con soluzioni innovative. C'è un bisogno di trasmettere informazione a cui rispondono le istituzioni e in parte anche altri enti quali il sindacato, non sarebbe male che anche le associazioni assumessero un ruolo in questo senso. La proposta della Palladini è in sintesi quella che i volontari e comunque i membri delle associazioni diventino dei "divulgatori". Non che debbano fare una attività speciale, ma semplicemente, nella loro quotidianità, siano divulgatori di informazioni circa i servizi e la loro accessibilità.
All'uopo vede la necessità di un incontro coi tecnici del comune che possono dare i punti di orientamento. Ricorda in proposito che esiste un opuscolo con tutti i dati che può costituire un supporto utile per un'informazione corretta.
Vengono fatti diversi interventi da parte dei presenti. Bisognerebbe coinvolgere i medici di base nell'attività di divulgazione (ANOSS); a volte nell'attività di aiuto alle persone c'è la necessità di una vera e propria presa in carico della persona richiedente (AUSER); a volte più che conoscere le cose è necessaria una persona a fianco (Coordinatore)
L'assessore Giovanna Palladini richiama l'attenzione sul fatto che non si devono confondere in ogni caso i ruoli e che la presa in carico spetta alle istituzioni. Ma il comune fa quello che può.
Si è parlato anche della necessità di formazione e l'assessore ha approvato l'idea che si aprano opportuni canali formativi per gli obiettivi di cui si è detto e in rapporto alla missione propria di ogni associazione. L’Assessore ha inoltre sottolineato che i tempi di realizzazione di questa iniziativa non saranno brevi.
L'informazione deve essere coerente e corretta, quindi è indispensabile una attività preparatoria per evitare comunicazioni monche o peggio contraddittorie.
La conclusione, in sostanza della riunione, è che le associazioni possono assumere un ruolo attivo facendo attività di divulgazione e che a questo fine si prevede di organizzare un momento di incontro per portare idee e stabilire un metodo.
lunedì 12 ottobre 2009
"Talenti di cura: il modello italiano di validazione delle competenze delle Assistenti familiari"
Giovedì 15 ottobre a Bologna – Torre Legacoop – ci sarà il Workshop finale relativo al progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma di apprendimento permanente -Progetti multilaterali- dal titolo "Talenti di cura: il modello italiano di validazione delle competenze delle Assistenti familiari".
L’occasione di incontro, confronto e studio affronta il problema della validazione delle competenze acquisite nell´esperienza lavorativa da parte delle assistenti familiari e verifica la possibilità di trasferire il modello francese in merito.
L´incontro, di cui si allega il link per scaricare il programma, si arricchisce con l’illustrazione dei risultati della sperimentazione effettuata su oltre 100 assistenti familiari di diverse parti d’Italia e con la presentazione dell’applicativo on line per la validazione.
http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/agenda/2009/ottobre/15_talentidicura/invito_seminario_conclusivo.pdf
L’occasione di incontro, confronto e studio affronta il problema della validazione delle competenze acquisite nell´esperienza lavorativa da parte delle assistenti familiari e verifica la possibilità di trasferire il modello francese in merito.
L´incontro, di cui si allega il link per scaricare il programma, si arricchisce con l’illustrazione dei risultati della sperimentazione effettuata su oltre 100 assistenti familiari di diverse parti d’Italia e con la presentazione dell’applicativo on line per la validazione.
http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/agenda/2009/ottobre/15_talentidicura/invito_seminario_conclusivo.pdf
giovedì 8 ottobre 2009
Contro le discriminazioni. Piccola guida e incontri.
Rilanciamo le notizie.
Oggi, giovedì 8 ottobre in Provincia uffici di Borgo Faxal, ci sarà un incontro, presieduto dall’assessore Gallini, per presentare l’attività del Centro regionale contro le discriminazioni. La volontà è quella di valorizzare le esperienze, di rafforzare la rete e di ampliarla. (Per tutti i particolari vai link retepiacenza.it
Anche a Modena, oggi e domani, presso il Policlinico (Aula Magna – via del Pozzo, 71 – Modena) si terrà la conferenza internazionale intitolata “Costruire Ponti Verso il Futuro: come sviluppare competenze culturali e skills per il management dei conflitti nella società multietnica”. L’evento è organizzato dal Master Transculturale dell’Università di Modena e accreditato dalla Regione Emilia-Romagna (ECM - Educazione continua in medicina). La Conferenza è rivolta a dirigenti, amministratori, decisori politici e professionisti del welfare e proporrà un confronto tra modelli internazionali di inclusione dei nuovi cittadini, di convivenza e di transculturalità. Chi è interessato può scaricare il PROGRAMMA.pdf
A Bologna, sempre domani, 9 ottobre, il CESD - Centro Europeo Studi sulla Discriminazione organizza il convegno "Welfare e immigrazione. Una ricognizione normativa tra politiche e applicazioni giurisprudenziali", con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia e del Comune di Bologna. Anche per questo convegno si può scaricare Il Programma.pdf
Piccola guida contro le discriminazioni
Essere trattati in modo diverso, essere esclusi da un servizio, da un’opportunità, da un lavoro, subire commenti, osservazioni o molestie a causa della propria nazionalità, etnia, religione, orientamento sessuale. Oppure a causa del proprio aspetto, genere, età o caratteristiche fisiche. Chi si trova in questa situazione subisce una discriminazione, comportamento non soltanto censurabile moralmente, ma vietato dalla legge. Sono però diverse le forme che la discriminazione può assumere, tanti i fattori che la caratterizzano e complicate le situazioni che genera. Per fare chiarezza su quali siano i comportamenti davvero discriminatori e come contrastarli, la Regione Emilia-Romagna ha realizzato in collaborazione con il Comune di Modena una “Piccola guida contro le discriminazioni”.
In occasione dell’Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di avviare un “Centro regionale sulle discriminazioni” che, attraverso una rete di nodi e sportelli territoriali, si occupi di consulenza e orientamento, prevenzione, monitoraggio e sostegno ai progetti e volti a eliminare le situazioni di svantaggio ai danni in particolare di persone straniere.
La “Rete contro le discriminazioni” è formata da enti locali, associazioni ed organizzazioni di tutto il territorio che offrono un luogo di accoglienza, sostegno, orientamento e supporto verso le persone che hanno subito una discriminazione.
I nodi, gli sportelli e “le antenne” della rete offrono ascolto, informazione e consulenza gratuiti a coloro che ritengono di aver subito discriminazione.
Per saperne di più andate sul sito della regione al linkantidiscriminazioni.htm
Oggi, giovedì 8 ottobre in Provincia uffici di Borgo Faxal, ci sarà un incontro, presieduto dall’assessore Gallini, per presentare l’attività del Centro regionale contro le discriminazioni. La volontà è quella di valorizzare le esperienze, di rafforzare la rete e di ampliarla. (Per tutti i particolari vai link retepiacenza.it
Anche a Modena, oggi e domani, presso il Policlinico (Aula Magna – via del Pozzo, 71 – Modena) si terrà la conferenza internazionale intitolata “Costruire Ponti Verso il Futuro: come sviluppare competenze culturali e skills per il management dei conflitti nella società multietnica”. L’evento è organizzato dal Master Transculturale dell’Università di Modena e accreditato dalla Regione Emilia-Romagna (ECM - Educazione continua in medicina). La Conferenza è rivolta a dirigenti, amministratori, decisori politici e professionisti del welfare e proporrà un confronto tra modelli internazionali di inclusione dei nuovi cittadini, di convivenza e di transculturalità. Chi è interessato può scaricare il PROGRAMMA.pdf
A Bologna, sempre domani, 9 ottobre, il CESD - Centro Europeo Studi sulla Discriminazione organizza il convegno "Welfare e immigrazione. Una ricognizione normativa tra politiche e applicazioni giurisprudenziali", con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia e del Comune di Bologna. Anche per questo convegno si può scaricare Il Programma.pdf
Piccola guida contro le discriminazioni
Essere trattati in modo diverso, essere esclusi da un servizio, da un’opportunità, da un lavoro, subire commenti, osservazioni o molestie a causa della propria nazionalità, etnia, religione, orientamento sessuale. Oppure a causa del proprio aspetto, genere, età o caratteristiche fisiche. Chi si trova in questa situazione subisce una discriminazione, comportamento non soltanto censurabile moralmente, ma vietato dalla legge. Sono però diverse le forme che la discriminazione può assumere, tanti i fattori che la caratterizzano e complicate le situazioni che genera. Per fare chiarezza su quali siano i comportamenti davvero discriminatori e come contrastarli, la Regione Emilia-Romagna ha realizzato in collaborazione con il Comune di Modena una “Piccola guida contro le discriminazioni”.
In occasione dell’Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di avviare un “Centro regionale sulle discriminazioni” che, attraverso una rete di nodi e sportelli territoriali, si occupi di consulenza e orientamento, prevenzione, monitoraggio e sostegno ai progetti e volti a eliminare le situazioni di svantaggio ai danni in particolare di persone straniere.
La “Rete contro le discriminazioni” è formata da enti locali, associazioni ed organizzazioni di tutto il territorio che offrono un luogo di accoglienza, sostegno, orientamento e supporto verso le persone che hanno subito una discriminazione.
I nodi, gli sportelli e “le antenne” della rete offrono ascolto, informazione e consulenza gratuiti a coloro che ritengono di aver subito discriminazione.
Per saperne di più andate sul sito della regione al linkantidiscriminazioni.htm
mercoledì 7 ottobre 2009
Consulta dei servizi sociali. Riunione del 1° ottobre 2009

Associazioni presenti: 23(ABC, ACAT, AID, AIP, ALZHEIMER, ANMIL, ANOSS,APERTA-MENTE, AQUILONE, AUSER, CIF, DIABETICI, DON FRANCO MOLINARI, GIUOCO BIMBI, GLI STAGIONATI, GRUPPO VOLONTARIATO VINCENZIANO, PRISCILLA, TUTELA MALATI DI MENTE, VIGILI DEL FUOCO, VIVI CON STILE, TRIBUNALE DIRITTI DEL MALATO, TURRIS USD, ANTEAS)
Alla riunione era prevista la partecipazione dell'Assessore Giovanna Palladini e l'ODG prevedeva la presentazione del progetto "Anziano Sicuro"
Alle ore 17, alla presenza dell'Assessore, la riunione inizia con l'illustrazione del progetta da parte del Coordinatore della Consulta dott. Dino Giorgi Pierfranceschi.
Al termine dell'illustrazione(Per comodità del lettore il testo del progetto è riportato nella colonna a fianco), prende la parola l'assessore Giovanna Palladini. Afferma che il Comune è interessato al progetto in quanto sta molto a cuore il problema della sicurezza a tutti i livelli. Riconosce l'importanza della sicurezza percepita sia nei momenti di bisogno di servizi sia nella vita quotidiana. Dando una scorsa al progetto pone particolarmente in risalto i temi che riguardano la non autosufficienza in quanto in conseguenza del nuovo trend demografico si ha un gran numero di Grandi Anziani i cui figli, naturali responsabili della loro cura, sono a loro volta anziani. Afferma che sarà necessario promuovere più servizi destinati a questa voce anche perchè le grandi difficoltà si hanno quando, alla fine, le famiglie si scoprono impreparate a fronteggiare il problema dell'accudimento di un familiare non autosufficiente. In un momento difficile bisogna decidere in fretta e con soluzioni innovative. C'è un bisogno di trasmettere informazione a cui rispondono le istituzioni e in parte anche altri enti quali il sindacato, non sarebbe male che anche le associazioni assumessero un ruolo in questo senso. L aproposta della Palladini è in sintesi quella che i volontari e comunque i membri delle associazioni diventino dei "divulgatori". Non che debbano fare una attività speciale, ma semplicemente, nella loro quotidianità, siano divulgatori di informazioni circa i servizi e la loro accessibilità.
All'uopo vede la necessità di un incontro coi tecnici del comune che possono dare i punti di orientamento. Ricorda in proposito che esiste un opuscolo con tutti i dati che può costituire un supporto utile per un'informazione corretta.
Vengono fatti diversi interventi da parte dei presenti. Bisognerebbe coinvolgere i medici di base nell'attività di divulgazione (ANOSS); a volte nell'attività di aiuto alle persone c'è la necessità di una vera e èropria presa in carico della persona riciedente (AUSER); a volte più che onoscere le cose è necessaria una persona in fianco (Coordinatore)
L'assessore Giovanna Palladini richiama l'attenzione sul fatto che non si devono confondere in ogni caso i ruoli e che la presa in carico spetta alle istituzioni. Ma il comune fa quello che può.
Si è parlato anche della necessità di formazione e l'assessore ha approvato l'idea che si aprano opportuni canali formativi per gli obiettivi di cui si è detto e in rapporto alla missione poropria di ogni associazione.
L'informazione deve essere coerente e corretta, quindi è indispensabile una attività preparatoria per evitare comunicazioni monche o peggio contraddittorie.
La conclusione, in sostanza della riunione, è che le associazioni possono assumere un ruolo attivo facendo attività di divulgazione e che a questo fine si prevede di organizzare un momento di incontro per portare idee e stabilire un metodo.
In tutta sincerità, mi si passi un'osservazione, pare abbastanza manifesta una certa perplessità di fronte a ipotesi progettuali concretizzabili da parte della Consulta e ciò, se non ho capito male, perchè il comune non deve perdere il ruolo centrale di soggetto di riferimento per la presa in carico; cosa che peraltro nessuno, credo, aveva mai messo in dubbio.
giovedì 1 ottobre 2009
Consulta comunale dell’immigrazione. 30 Settembre ore 21,00
10 presenti in rappresentanza di 8 associazioni (Koinè, Sentieri nel mondo, Mondo Aperto, Elegance-donne ivoriane, ANOSS, Alzheimer, Interculturale Italo-Indiana, MLAL)
L’ODG prevedeva:
• Verifica delle attività concluse, in corso e in fase di progettazione
• La Mediazione Interculturale a Piacenza. Riflessioni in merito al servizio esistente nella città. Proposte, suggerimenti per possibili miglioramenti del servizio stesso.
La Coordinatrice della Consulta, Edvin Shehu, ricorda prima di tutto l’esito dell’ultima edizione del “Premio Nada” che è stato un successo sia da un punto di vista della partecipazione sia dello sviluppo regolamentare nuovo che rende possibile assegnare il premio a qualsiasi donna che abbia sostenuto un impegno per l’integrazione a prescindere dalla sua nazionalità di origine. È una buona scelta e un valido messaggio per far comprendere il senso vero dell’integrazione.
Viene descritta poi l’esperienza di collaborazione tra Koinè e l’associazione Alzheimer nella realizzazione di un incontro tra giovani in un torneo di calcio. Benché organizzata in poco tempo si rivelata un successo; è stata presente “Sentieri nel Mondo” e c’è stato un notevole coinvolgimento di Koinè Giovani con la realizzazione di una intervista al Presidente locale dell’ass. Alzheimer Andrea Gelati e all’assessore Paolo Dosi. Le partite si sono svolte al campo sportivo della Besurica. L’augurio è che iniziative del genere vengano riproposte e sviluppate per quanto possibile.
Da ultimo viene ricordato il progetto, di cui si è già parlato prima dell’estate, di una giornata di integrazione tra giovani a partire dall’analisi delle diverse culture in rapporto alle diverse religioni. La strategia dell’incontro è quella di mostrare quanto le diverse religioni hanno di comune e quanto possano costituire un punto di incontro e confronto e non di divisione. Si proseguirà nella ricerca degli esperti da coinvolgere continuando a ritenere interessante il progetto.
Il successivo punto discusso è molto importante.
Si tratta della richiesta della Provincia di dare un contributo nella definizione dei contenuti dei seminari che si svolgeranno a inizio anno nuovo in vista del Forum provinciale dell’immigrazione. Un rilievo positivo per il fatto che, per la prima volta, non solo i componenti della consulta e delle associazioni vengono invitati a partecipare ai lavori, ma vengono coinvolti fin dal momento della programmazione dei seminari, quindi viene concessa unì’opportunità di influenzare in modo significativo il contenuto degli interventi indirizzando gli organizzatori sui temi ritenuti più importanti e urgenti.
La Consulta propone due temi:
• l’integrazione come elemento di sviluppo e cambiamento sia per gli immigrati che per i cittadini della nazione ospitante.
• Integrazione dei cittadini di origine straniera nei fattori di progresso civile del lavoro e dell’economia.
Prima di trattare il secondo punto all’ODG viene fatta una comunicazione su un’iniziativa dal SERT. Si prevede un corso di formazione sui problemi della dipendenza da alcool rivolto ai gestori dei luoghi di consumo, quindi principalmente i baristi. Nella fase di progettazione del corso prendono parte anche rappresentanti delle consulte che hanno attinenza al tema. Sembra giusto candidare anche la Consulta all’immigrazione ad essere presente insieme a quelle che si occupano di giovani e di problemi sociali.
MEDIAZIONE INTERCULTURALE
Sul tema si parte dalla presa d’atto che alcune cose sono rimaste incompiute e si impone una ripresa di considerazione del problema per ottenere un vero passaggio di qualità. Già diversi anno fa si sono formati oltre 80 mediatori attraverso 5 corsi di formazione e si è intravista la possibilità di svilupparne il ruolo fino a farne una professione, quindi con riconoscimento formale del ruolo e la creazione dell’Albo dei Mediatori Interculturali. Un primo punto che viene sottolineato è che manca il servizio di Mediazione Interculturale a Centro per l’Impiego e su questo è necessario chiedere gli opportuni chiarimenti perché quello, per giudizio unanime dei presenti, “è il posto dove il Mediatore serve di più”.
L’osservazione più importante è che il Mediatore non è “dentro” alla struttura in cui opera. Così si sente un po’ come le veline: un po’ inutile e solo messo lì per bellezza! Raccogliendo la provocazione di un componente a non essere troppo consenzienti finendo per fare “i tappetini” ma di imbracciare il necessario coraggio e farsi sentire si è pervenuti alla decisione di non limitarsi a pubblicare il verbale di questa discussione, ma di redigere un documento, discuterlo alla prossima riunione della Consulta e portarlo agli organi competenti facendone nel contempo opportuna pubblicità.
Continuate a leggere il BLOG: ci saranno sempre le nuove informazioni sull’argomento
L’ODG prevedeva:
• Verifica delle attività concluse, in corso e in fase di progettazione
• La Mediazione Interculturale a Piacenza. Riflessioni in merito al servizio esistente nella città. Proposte, suggerimenti per possibili miglioramenti del servizio stesso.
La Coordinatrice della Consulta, Edvin Shehu, ricorda prima di tutto l’esito dell’ultima edizione del “Premio Nada” che è stato un successo sia da un punto di vista della partecipazione sia dello sviluppo regolamentare nuovo che rende possibile assegnare il premio a qualsiasi donna che abbia sostenuto un impegno per l’integrazione a prescindere dalla sua nazionalità di origine. È una buona scelta e un valido messaggio per far comprendere il senso vero dell’integrazione.
Viene descritta poi l’esperienza di collaborazione tra Koinè e l’associazione Alzheimer nella realizzazione di un incontro tra giovani in un torneo di calcio. Benché organizzata in poco tempo si rivelata un successo; è stata presente “Sentieri nel Mondo” e c’è stato un notevole coinvolgimento di Koinè Giovani con la realizzazione di una intervista al Presidente locale dell’ass. Alzheimer Andrea Gelati e all’assessore Paolo Dosi. Le partite si sono svolte al campo sportivo della Besurica. L’augurio è che iniziative del genere vengano riproposte e sviluppate per quanto possibile.
Da ultimo viene ricordato il progetto, di cui si è già parlato prima dell’estate, di una giornata di integrazione tra giovani a partire dall’analisi delle diverse culture in rapporto alle diverse religioni. La strategia dell’incontro è quella di mostrare quanto le diverse religioni hanno di comune e quanto possano costituire un punto di incontro e confronto e non di divisione. Si proseguirà nella ricerca degli esperti da coinvolgere continuando a ritenere interessante il progetto.
Il successivo punto discusso è molto importante.
Si tratta della richiesta della Provincia di dare un contributo nella definizione dei contenuti dei seminari che si svolgeranno a inizio anno nuovo in vista del Forum provinciale dell’immigrazione. Un rilievo positivo per il fatto che, per la prima volta, non solo i componenti della consulta e delle associazioni vengono invitati a partecipare ai lavori, ma vengono coinvolti fin dal momento della programmazione dei seminari, quindi viene concessa unì’opportunità di influenzare in modo significativo il contenuto degli interventi indirizzando gli organizzatori sui temi ritenuti più importanti e urgenti.
La Consulta propone due temi:
• l’integrazione come elemento di sviluppo e cambiamento sia per gli immigrati che per i cittadini della nazione ospitante.
• Integrazione dei cittadini di origine straniera nei fattori di progresso civile del lavoro e dell’economia.
Prima di trattare il secondo punto all’ODG viene fatta una comunicazione su un’iniziativa dal SERT. Si prevede un corso di formazione sui problemi della dipendenza da alcool rivolto ai gestori dei luoghi di consumo, quindi principalmente i baristi. Nella fase di progettazione del corso prendono parte anche rappresentanti delle consulte che hanno attinenza al tema. Sembra giusto candidare anche la Consulta all’immigrazione ad essere presente insieme a quelle che si occupano di giovani e di problemi sociali.
MEDIAZIONE INTERCULTURALE
Sul tema si parte dalla presa d’atto che alcune cose sono rimaste incompiute e si impone una ripresa di considerazione del problema per ottenere un vero passaggio di qualità. Già diversi anno fa si sono formati oltre 80 mediatori attraverso 5 corsi di formazione e si è intravista la possibilità di svilupparne il ruolo fino a farne una professione, quindi con riconoscimento formale del ruolo e la creazione dell’Albo dei Mediatori Interculturali. Un primo punto che viene sottolineato è che manca il servizio di Mediazione Interculturale a Centro per l’Impiego e su questo è necessario chiedere gli opportuni chiarimenti perché quello, per giudizio unanime dei presenti, “è il posto dove il Mediatore serve di più”.
L’osservazione più importante è che il Mediatore non è “dentro” alla struttura in cui opera. Così si sente un po’ come le veline: un po’ inutile e solo messo lì per bellezza! Raccogliendo la provocazione di un componente a non essere troppo consenzienti finendo per fare “i tappetini” ma di imbracciare il necessario coraggio e farsi sentire si è pervenuti alla decisione di non limitarsi a pubblicare il verbale di questa discussione, ma di redigere un documento, discuterlo alla prossima riunione della Consulta e portarlo agli organi competenti facendone nel contempo opportuna pubblicità.
Continuate a leggere il BLOG: ci saranno sempre le nuove informazioni sull’argomento
lunedì 28 settembre 2009
Riprendono gli incontro delle Consulte.
Prosegue,per ANOSS, l'esperienza di collaborazione con le consulte comunali.
Dallo scorso anno abbiamo aderito e facciamo parte della consulta dei servizi sociali e dell'immigrazione.
Con la prima abbiamo contribuito alla preparazione di un progetto "Anziano Sicuro" che si prefigge di versi scopi:
primo prevenire e correggere situazioni e comportamenti a rischio dando un aiuto a definire stili di vita puiù salutari e a prevenire incidenti domestici,
secondo promuovere il c.d. vicinato solidale per combattere l'isolamento e la solitudine,
terzo favorire l'acquisizione di un ruolo attivo nella comunità e,
da ultimo, sostenere i famigliari che si prendono cura degli anziani.
I volontari delle associazioni concorrenranno alla realizzazione di questi obiettivi.
Il progetto è stato predisposto prima dell'estate ed ora, alla ripresa dei lavori, è prevista una riunione di presentazione a cui prenderà parte l'ass. ai servizi sociali del comune Giovanna Palladini.
La riunimno si terrà il 1° ottobre 2009 alle ore 17,00 presso la sala delle consulte in via XXIV Maggio, 51.
Nello stesso luogo, in via XXIV Maggio, ma il giorno prima, mercoledì 30 settembtre, si terrà la riunione della consulta dell'immigrazione per una verifica delle attività già attuate o in fase di attuazione o progettazione e per svolgere una riflessione in merito al servizio relativo alla mediazione intercuilturale a Piacenza.
Su questo sito si darà resoconto della discussione e delle decisioni assunte nelle due riunioni.
Dallo scorso anno abbiamo aderito e facciamo parte della consulta dei servizi sociali e dell'immigrazione.
Con la prima abbiamo contribuito alla preparazione di un progetto "Anziano Sicuro" che si prefigge di versi scopi:
primo prevenire e correggere situazioni e comportamenti a rischio dando un aiuto a definire stili di vita puiù salutari e a prevenire incidenti domestici,
secondo promuovere il c.d. vicinato solidale per combattere l'isolamento e la solitudine,
terzo favorire l'acquisizione di un ruolo attivo nella comunità e,
da ultimo, sostenere i famigliari che si prendono cura degli anziani.
I volontari delle associazioni concorrenranno alla realizzazione di questi obiettivi.
Il progetto è stato predisposto prima dell'estate ed ora, alla ripresa dei lavori, è prevista una riunione di presentazione a cui prenderà parte l'ass. ai servizi sociali del comune Giovanna Palladini.
La riunimno si terrà il 1° ottobre 2009 alle ore 17,00 presso la sala delle consulte in via XXIV Maggio, 51.
Nello stesso luogo, in via XXIV Maggio, ma il giorno prima, mercoledì 30 settembtre, si terrà la riunione della consulta dell'immigrazione per una verifica delle attività già attuate o in fase di attuazione o progettazione e per svolgere una riflessione in merito al servizio relativo alla mediazione intercuilturale a Piacenza.
Su questo sito si darà resoconto della discussione e delle decisioni assunte nelle due riunioni.
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