
I sindaci alla Conferenza sul welfare: «L'ente pubblico non può rispondere a tutto».
Il welfare statale non esiste più: prima di chiedere interventi in campo socio-sanitario bisogna rendersi conto delle reali possibilità degli enti locali costretti a fare i conti con i tagli imposti dal governo centrale. E promuovere, nel contempo, una "rete di comunità". Questo il messaggio lanciato dai sindaci e dall'assessore provinciale Paola Gazzolo durante la conferenza provinciale sul welfare. «Manca la cultura del limite: si pretende tutto e qualcuno deve rispondere - ha detto il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi - ma io non ho risorse per programmare nulla, e fra un mese devo definire il bilancio preventivo 2009 del Comune». Reggi, insieme ai colleghi di Castelsangiovanni, Carlo Capelli, e Fiorenzuola, Giovanni Compiani, lancia un messaggio chiaro alle associazioni e agli enti che fanno parte della conferenza del Welfare.
«Bisogna puntare di più sulla comunità; non si può delegare al solo ente pubblico la soluzione dei problemi, mentre i bisogni aumentano».
La nostra parola d'ordine è combattere la povertà e la solitudine, però è fondamentale avere la cultura del limite.
Parole giuste: ma non è colpa del Governo o di qualcun altro.
Lo Stato ha cominciato a fare tagli nel suo bilancio e a cascata così devono fare tutti: è evidente!
Sono convinto da tanti anni che stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità e adesso dobbiamo sentire da un sindaco che non abbiamo la cultura del limite!!
Ma quale sindaco o Assessore regionale o Ministro ha mai insegnato agli utenti del servizio pubblico il concetto di limite?
La cultura del limite non fa parte della politica italiana e quindi non è conosciuta dai cittadini. Adesso il sindaco l'ha detto: che facciamo?
Non è che basta dirlo: dobbiamo organizzarci, dobbiamo fare qualcosa, sennò l'affrmazione del sindaco diventa un alibi dietro cui chiunque si occupi di welfare può nascondersi.